Evento “La Cura” – 18 Dicembre 2010

Quando l’atto di curare diventa prendersi Cura, la medicina più potente diventa l’Amore.

La scoperta della malattia è un trauma che può destabilizzare non solo chi ne viene colpito, ma anche la sua famiglia, il suo ambito lavorativo e d’amicizia, sgretolando in un istante certezze, consuetudini, progetti.

Perché a me? Perché a noi? Perché proprio a lei, a lui? Quante volte, al cospetto della malattia, abbiamo sentito risuonare in noi o intorno a noi questa domanda. Quante volte abbiamo visto negli occhi delle persone l’ombra della rinuncia, della perdita di senso e della disperazione.

Eppure ci sono uomini e donne che, spinti dal desiderio di guarigione, hanno intrapreso un percorso esistenziale di tale importanza evolutiva, da portarli a definire quell’evento drammatico e doloroso, come la grande opportunità della propria vita. In realtà essi hanno capito che per curare veramente la malattia non basta assumere farmaci o sottoporsi ad un’operazione. L’atto di curarsi deve diventare un rivoluzionario, profondo prendersi cura con amore di se stessi.

LA CURA E  LA  TESTIMONIANZA D’ AMORE

L’Associazione La Via di Casa, nell’ambito dell’evento LA CURA, vuole dare voce a uomini e donne che hanno vissuto e vivono la malattia, sia cronico/degenerativa – come ad esempio la malattia di Parkinson – sia acuta – come ad esempio il cancro – traendo da essa insegnamento, saggezza, entusiasmo, forza e amore per la vita.

Nella testimonianza viva di queste persone e di chi si prende cura di loro, viene messo in risalto il ruolo fondamentale dell’amore e delle relazioni. L’amore si scopre essere il principio attivo di maggiore efficacia nella cura. Esso agisce sotto molteplici aspetti: come amore per se stessi che permette, tra le tante cose, di superare il senso di impotenza e di colpa, rafforzare la volontà ma anche accettare la propria momentanea o cronica  inabilità; come amore che permette di instaurare una relazione speciale con chi ci accudisce, superando disagio e vergogna; come amore per i “compagni di viaggio” con i quali, molti, intraprendono percorsi riabilitativi di sostegno alla terapia convenzionale; come amore verso medici, terapeuti, religiosi, volontari con i quali si instaurano relazioni di profonda e reciproca gratitudine; come amore e dedizione tra coniugi, che, oltre ad affrontare insieme una grande sfida, spesso scoprono un livello di intimità e di tenerezza ancora sconosciute; come amore per la Vita nella sua totalità e come possibilità di sentirsi amati e protetti da Dio, riscoprendo il senso della fede e la deflagrante forza vitale propria della speranza.  

LA CURA E LA MUSICA

La musica ha comprovati, potenti effetti curativi. Nell’esperienza testimoniata di molti malati, la musica è stata ed è la fonte di stimoli capaci di riattivare molte funzionalità fisiche, alzare l’umore endogeno, favorire la comunicazione, l’affettività e l’amicizia.

Il Prof. Rolando Toro Araneda, psicologo e antropologo cileno morto a 85 anni nel 2010, ideatore del sistema Biodanza ®, è stato il pioniere nella ricerca e sperimentazione degli effetti della musica e del movimento sul benessere dell’uomo.  Attraverso la semantica musicale egli individuò il rapporto, a volte molto sottile, tra le caratteristiche ritmiche, melodiche, armoniche, strumentali e vocali di generi, brani, autori e interpreti e gli effetti sulla salute psicofisica, emozionale e affettiva umana. Nel suo enorme catalogo di brani selezionati in base a severi criteri di indagine e sperimentazione, un posto molto significativo è riservato ad una rilevante parte della produzione musicale dei Beatles. Per questa ragione, l’evento La Cura si chiuderà con un concerto dei The Beaters, cover band dei Beatles, che eseguirà un repertorio selezionato in base a criteri di semantica musicale. L’esibizione sarà preceduta dall’intervento del Dott. Marcelo Mur, psicologo argentino, insegnante didatta di Biodanza ® allievo e collaboratore diretto del Prof. Toro, esperto di semantica musicale che illustrerà i brani scelti evidenziandone gli effetti “curativi”.

LA CURA E LE IMMAGINI

Durante l’evento La Cura, saranno esposte e proiettate immagini fotografiche sul tema.

 L’OBBIETTIVO de LA CURA: FINANZIARE LA RICERCA

Una parte significativa dell’attività di volontariato dell’Associazione La Via di Casa, è rivolto alla promozione di attività che, affiancandosi alla terapia tradizionale, possono favorire, nel malato, un miglioramento della qualità della vita. Tra essi, la Biodanza ®, ha la potenzialità sia di facilitare la riabilitazione motoria e psicologia della persona malata, sia di favorire una cura che include la sfera affettiva non solo del malato come individuo, ma anche dei famigliari e di tutte le persone che lo accudiscono, comprese le preziosissime badanti. Da 5 anni, in collaborazione con l’Associazione Parkinson Insubria (Aspi), un gruppo di  nostri volontari porta avanti un corso settimanale di Biodanza al quale partecipano i malati, i loro famigliari, amici e badanti.  Il corso ha dato buonissimi e ampiamente riconosciuti risultati, purtroppo mai documentati nè pubblicati. L’obbiettivo dell’evento, vuole essere una raccolta fondi finalizzata a realizzare un progetto di ricerca chiamato Dal curare al prendersi cura che, in collaborazione con l’Anspi e con i neurologi dell’Università dell’Insubria, ci possa permettere di validare e divulgare, sia al pubblico che al mondo scientifico, gli effetti positivi che attività come Biodanza ®, hanno  sulla conduzione della vita del malato di Parkinson. Il ricavato del convegno La Cura verrà dunque utilizzato per l’acquisto di materiale (come foto cine camera), il pagamento di professionisti e strutture per svolgere e ampliare le ore delll’attività al fine di creare i presupposti sia per raccogliere i dati, che per documentare i risultati della ricerca. 

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