BULLISMO – Trasformare la paura in azione positiva di cambiamento.

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Sia la ricerca scientifica, sia l’esperienza diretta di genitori e insegnanti, ha dimostrato la tendenza dell’attuale generazione di bambini e ragazzi, a manifestare un maggior numero di difficoltà emozionali e relazionali rispetto a quelle precedenti. E’ al contempo emersa la strettissima relazione fra vita emotiva, qualità delle relazioni, rendimento scolastico e salute psicofisica di tutti gli attori dell’azione educativa. Riteniamo pertanto che la presenza di programmi specifici di educazione integrativa delle competenze emotive e sociali, a cura di esperti esterni presso le scuole, sia oggi un validissimo strumento di supporto per giovani, famiglie, insegnanti, educatori al fine di sostenere lo sviluppo dell’identità dei giovani e permettere loro di affrontare con maggiori risorse personali i cosiddetti compiti di crescita dei periodi di passaggio cruciali come quelli dall’infanzia all’adolescenza e l’adolescenza stessa.

L’APPROCCIO SISTEMICO AL BULLISMO

La nostra impostazione consiste nell’affrontare il problema del bullismo da un punto di vista sistemico. Prima ancora di tradursi in comportamenti aggressivi a danno di una vittima, il bullismo è un atteggiamento mentale, che emerge dove c’è un terreno sociale che lo alimenta, seppure inconsapevolmente. L’inquietudine dei giovani, la loro voglia di trasgressione da una parte e gli atteggiamenti di ritiro sociale, apatia e non-impegno dall’altra, creano una sorta di assuefazione a stili di vita e valori disfunzionali, inducendo troppo spesso il mondo adulto a metterli sul conto della modernità, anziché considerarli una pericolosa anticamera dell’illegalità. Inconsciamente, si tende a promuovere un’etica della furbizia che premia il successo a basso costo o “a ogni costo”, l’individualismo, l’arroganza e la prepotenza a discapito di valori pro-sociali come l’amicizia, l’inclusione, la fratellanza, la collaborazione, l’empatia compassionevole, la resilienza comunitaria. La mancanza o l’allentamento del senso d’identità del gruppo-classe – processo lasciato un po’ troppo spesso a se stesso, in termini educativo-didattici – è forse il marker predittivo più rappresentativo dell’emergere di fenomeni di bullismo. Il bullo trova più spazio laddove la classe è disunita o frammentata.

A CHI E’ RIVOLTO

Si può affermare che alla base di ogni comportamento c’è una motivazione. Tutto ciò che è chiesto al mondo adulto è comprendere, vedere e riconoscere queste “molle” comportamentali senza fermarsi all’atto così come appare. Quando l’adulto e il suo sistema di riferimento – in questo caso il sistema scuola-famiglia – si pone esso stesso in una posizione di inclusione e accoglienza può gettare le basi per il processo di perdono, essenziale per risanare le ferite del bullo, della vittima e di tutti gli attori trasformando così il disagio in opportunità di crescita per tutti.