L’intelligenza del Cuore – L’educazione Metacognitiva

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Oltre alla presenza sempre più frequente di bambini con disturbi neuropsicologici e BES, gli insegnanti si trovano a dover gestire comportamenti individuali atipici, problemi riguardanti lo sviluppo psicosessuale o dinamiche relazionali complesse che riguardano l’intera classe o suoi sotto-gruppi e il mantenimento dei giusti comportamenti rispetto agli ordini sociali nelle interazioni adulto-ragazzo. La capacità di promuovere attività didattiche metacognitive da parte dell’insegnante curriculare, sembra essere un requisito cruciale per affrontare la varietà delle dinamiche socio-emotive di un sistema complesso come il gruppo- classe oggi.

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Nelle Indicazioni operative per promuovere l’inclusione scolastica dei BES, sulla base del DM 27/12/2012 e della CM n. 8 6/3/2013, a pag. 305 si legge che l’insegnante metacognitivo dovrebbe:

– considerare se stesso come un facilitare dell’apprendimento e non dispensatore di sapere;

– mettersi in gioco per primo e fungere da modello positivo per i propri studenti; – essere autocritico, riflessivo, democratico, entusiasta, motivato, positivo; -dotarsi di buona autostima,di autoregolazione e capacità di monitorare e ottimizzare il proprio tempo;

– credere nella cooperazione e nel confronto; – credere nelle capacità e nei talenti dei propri studenti facendo leva sui punti di forza, trasmettendo fiducia incondizionata e senso di autoefficacia.

Buona parte di queste capacità è innata ma, come ogni potenzialità mentale, in buona parte si può sviluppare e allenare con interventi di supporto e formazione.

Gli insegnati dovrebbero avere uno spazio e un tempo riconosciuto, dedicato all’ascolto e l’elaborazione dei propri vissuti emozionali e relazionali in classe e a scuola. Per esempio un gruppo che si possa riunire a cadenza regolare per confrontarsi e sostenersi, coadiuvati da un facilitatore esterno. Questo spazio svolge la doppia funzione di supporto e sviluppo delle competenze personali perché l’insegnante sperimenta sulla propria persona l’efficacia di tecniche e strategie che gli serviranno per creare a sua volta spazi e tempi nel proprio gruppo- classe, dedicate al vissuto emozionale degli alunni e alla sua elaborazione. La prevenzione del burnout e il mantenimento di uno stato di benessere, sicurezza e serenità personale e professionale, sono gli effetti di ricaduta, intrinseci di questo tipo di supporto.

A CHI E’ RIVOLTO

Insegnanti, educatori, dirigenti e homework tutor (anche di diversa provenienza ed esperienza). Numero massimo per laboratorio: 30 partecipanti.