/fusion_text]

 

LABORATORI di EDUCAZIONE INTEGRATIVA

delle COMPETENZE AFFETTIVO-SOCIALI

Con la fine dell’anno scolastico, si è conclusa anche l’esperienza dei laboratori d’Educazione socio-emotiva per l’anno 2016/2017 che ha visto lo staff di educatori e formatori de La Via di Casa impegnati in un numero crescente di istituti scolastici del territorio della provincia di Varese e della vicina Svizzera. Il concetto di Barca Educativa, da noi promosso ha l’obiettivo di far “remare” tutti gli attori educativi insieme, in una stessa direzione: quella dello sviluppo sano delle competenze umane (emotive, cognitive e sociali) di piccoli e grandi e la possibilità di creare i presupposti di una vita felice per ognuno, specie per i giovani. Quest’anno abbiamo navigato nel complesso mondo delle emozioni e della socialità a scuola, conducendo i bambini, gli insegnanti, i genitori e i dirigenti scolastici in percorsi laboratoriali della durata di circa dieci settimane per classe, più workshop formativi d’approfondimento per insegnanti e genitori.

Nei laboratori è stato applicato il metodo In A.MO.RE® e la Pedagogia delle Virtù, ideati dalla Dott.ssa Monica Antonioli (vedi sezione Ricerche Educative e Progetti per la scuola) e dallo staff di ricerca de La Via di Casa. Il punto di forza del metodo, apprezzato soprattutto dagli insegnanti, è stato l’approccio di apprendimento esperienziale, affettivo-motorio, facilitato da tecniche narrative, drammaturgiche (video e teatrali) e dalla semantica musicale. La finalità è andare oltre la sola comprensione cognitiva della lezione frontale e allenare dal vivo “i muscoli interiori” che mettono in moto le competenze umane di base, quelle che permettono a ognuno, grande e piccolo, di essere a proprio agio nel mondo, avere relazioni soddisfacenti in famiglia, al lavoro, con gli uomini, le donne, i bambini, mettere a frutto i propri talenti e realizzare con successo la propria vita. A scuola questo produce un palpabile senso di comunione, unità e competenza emozionale che permette, fra le altre cose, un migliore lavoro anche dal punto di vista didattico, della cooperazione e dei processi d’inclusione.

Meritano una nota particolare, i progetti realizzati nella scuola primaria di Camorino, in Svizzera, nella scuola primaria di Ternate (Va) e nell’istituto Dante di Gallarate, dedicato agli insegnanti. In Svizzera la Barca Educativa ha visto il coinvolgimento diretto nei laboratori, oltre che dei bambini e delle insegnanti, anche del dirigente scolastico e dell’assessore del comune, promotore del progetto, e in momenti dedicati, di genitori e insegnanti di tutta la scuola che hanno partecipato in numero davvero considerevole ai workshop specifici organizzati per loro. A Ternate (Va), il progetto è stato fortemente voluto dal gruppo-insegnanti del plesso e, proprio perché esteso a tutte le sette classi della scuola, ha ottenuto un risultato qualitativo, sistemico molto importante. Presso l’istituto comprensivo Dante di Gallarate, oltre ai laboratori di classe, si è svolto un corso di formazione di venti ore per gli insegnanti con approccio d’apprendimento esperienziale, sul tema della gestione delle emozioni in classe, in particolare nella relazione con bambini con diagnosi ADHD, DOP e BES affini. Questo progetto ha messo in luce il bisogno di una formazione permanente specifica su questo tema, specie per gli insegnanti di sostegno e di spazi dedicati alla condivisione delle esperienze che si vivono in classe e al sostegno psicologico da parte di esperti dell’educazione socio-emotiva.  Animazione, giochi, esercizi mirati allo sviluppo dell’autostima, alla gestione efficace dei conflitti e delle emozioni “scomode” (rabbia, paura, tristezza, euforia), alla cura di se stessi e degli altri e alla coesione del gruppo classe, hanno fatto da cornice metodologica ai percorsi. Adattando le tecniche e i tempi alle diverse età e al temperamento dei vari gruppi-classe, i laboratori sono stati seguiti con entusiasmo, attenzione e portati a termine con successo. I potenziali umani attivati dal lavoro svolto, sono come piccoli semi che germoglieranno nei tempi e nei modi consoni a ognuno. Ci auguriamo, per l’anno prossimo, che possa essere mantenuta una continuità didattica nelle scuole che già hanno sperimentato il nostro lavoro e che molte altre possano goderne, magari con progetti di più lungo respiro o mediati da tecniche di teatro-educazione (altra specialità de La Via di Casa), che si concludono con una rappresentazione teatrale ispirata al lavoro svolto dai bambini di cui tutti possono fruire: genitori, fratelli, nonni e l’intera comunità sociale.